Venerdì ore 16:30 in consiglio comunale

In questi giorni l'amministrazione cercherà di approvare con un consiglio comunale "fiume"la variante al piano urbanistico per il progetto nuovo centro.

Invitiamo tutti i singoli, le associazioni, e i gruppi politici ad essere presenti in consiglio venerdì per far sentire anche la nostra voce.

Ore 16:30 tutti in consiglio comunale 

 

Lunedì 29 Tutti in consiglio comunale

Domani , Lunedì 29 ottobre , in consiglio comunale si discuterà del progetto nuovo centro.

Come al solito l'amministrazione comunale quando si tratta di approvare grandi progetti che cambieranno il volto della nostra città, si guarda bene di informare correttamente i cittadini e di renderli partecipi delle decisioni.

In questo caso il futuro Nuovo centro è frutto di un contenzioso durati anni con il gruppo Fremura, un contenzioso che non è mai stato voluto chiudere prima e che adesso  permette di "regalare" una fetta della città al solito privato.

Un'altra volta paghiamo le scelte sbagliate di un gruppo dirigente che governa questa città da ormai troppo tempo.

Domani tutti in consiglio comunale alle 17 per essere presenti alla discussione. 

PRECAUT-INFO: CITY OF GODS, NON C'E' Il DUE SENZA IL TRE

Altro giro, altro City of gods. In pochi mesi siamo arrivati al
numero tre. Il primo numero della free & free press precaria City of
gods ha visto la luce alla fine del dicembre dello scorso anno, il
terzo esce ai primi di luglio del 2007. Questa volta con edizioni
locali su Monza e Livorno e un intervento dei ricercatori precari di
Roma. In più, uno speciale straordinario: ospitiamo in esclusiva due
pagine del quotidiano Il Manifesto, dove si raccontano senza peli
sulla lingua i retroscena della infelice vicenda che ha coinvolto lo
storico giornale della sinistra il primo di maggio, in occasione
della May Day (da non perdere!).
Lo avevamo promesso, non intendiamo fermarci. Abbiamo una piccola
storia dietro alle spalle, pensiamo di avere un grande futuro davanti
a noi. Senza nulla togliere ai suoni mitici del passato, vogliamo
affermare il diritto a suonare un'altra musica. Ci siamo presi uno
spazio, abbiamo composto un sound diverso, rotto il silenzio, preso
parola: ecco il cuore del progetto a cui si è dato vita. Abituati
come siamo a muoverci sui terreni impervi della precarietà che
attraversa le nostre esistenze, la complessità della sfida non ci
spaventa, anzi. Questo terzo numero dimostra la straordinaria
vitalità di cui siamo capaci. Continuate a seguire City of gods: vi
stupirà con le sue straordinarie avventure.

Continua su IP
[ http://intelligence.precaria.org ]

Leggi City of Gods in versione digitale
[http://city.precaria.org ]



Solo il mattone non conosce crisi

 Sempre più cantieri, mentre porto e
industria ristagnano. Ma è tutto oro? Regole rispettate, ma ormai viene
autorizzato tutto o quasi. Senza valutare il discutibile impatto sul
territorio di alcune costruzioni LIVORNO. Domande, delibere, varianti,
permessi, bolli e timbri: tutto a posto. E vai col mattone. L’edilizia
sembra davvero essere l’unica fabbrica che lavora a pieno ritmo in una
situazione economica e produttiva di stallo. Ma in tutto questo fervore nel
costruire, c’è anche anche un rovescio della medaglia. Il caso Talamone
- dopo quelli di Monticchiello, Castiglione della Pescaia e Montescudaio,
dopo le serre trasformate in case, i villaggi vacanze stile lager sulla
costa e così via - ha riacceso infatti l’attenzione sul boom
dell’edilizia autorizzata ma discutibile per l’impatto che ha sul
territorio. Palazzo di vetro (ex) Ormai i Comuni autorizzano tutto. O
quasi. Volete qualche esempio? Vediamo cosa è successo a Livorno negli
ultimi anni. Il palazzo di vetro ex uffici finanziari dello Stato venduto
con la cartolarizzazione a una multinazionale: è in corso la
trasformazione in condominio con decine di appartamenti (il vetro ha già
lasciato il posto ai mattoni). Lo Stato intanto paga l’affitto per la
nuova sede in periferia, con problemi di ogni tipo. Nel frattempo
l’antico palazzo che ospitava il catasto è abbandonato da anni sul
lungomare. Hotel e cinema chiusi Tre alberghi chiusi in centro e sulla
passeggiata litoranea (Astoria, Excelsior e Belmare): tre condomini. Tre
cinema chiusi. L’ex Metropolitan dovrebbe diventare galleria commerciale,
l’Odeon (che Spil ha acquistato per oltre 6 milioni di euro) un
parcheggio con negozi, la Gran Guardia galleria commerciale con piccola
sala cinema. Tutti e tre sono in attesa degli interventi. Cemento sulla
piazza Ex istituto religioso nello storico quartiere Venezia:
maxicondominio. Grande piazza al centro dello stesso rione Venezia: un
progetto del Comune la destina a ospitare un paio di palazzi per abitazione
alti 5 piani. Perplessità generali, proteste degli abitanti della zona.
Piano bloccato per un anno. Ora, dopo qualche modifica, il consiglio ha
dato l’ok al progetto. Ex fabbrica della birra Peroni: maxicondominio con
negozi. Zona ai piedi di Montenero e su (sempre più su) verso la collina:
da quasi vent’anni si continuano a costruire villette a schiera. Zona
periferia sud-est (Salviano): nuovo insediamento di centinaia di villette a
schiera, forse 600. Senza dimenticare via degli Etruschi: un agglomerato di
alloggi. Ex Corallo e Porta a terra Ex deposito Coca Cola in zona stazione
alle spalle delle antiche Acque della salute (abbandonate da circa 60
anni): sei condomini alti 3-4-5 piani, l’ultimo della fila a pochi metri
dalla ferrovia. I treni passeranno sotto le terrazze. Ok del Comune a
maggioranza poche settimane fa. E la ristrutturazione delle monumentali
Terme sarà a carico del Comune. Zona dello svincolo per il centro
commerciale Porta a terra: si è appena finito di costruire un complesso
abitativo di decine di appartamenti a un passo dalla strada: da un lato il
centro commerciale, dall’altro la zona industriale con
l’inceneritore... Zona retrostante l’ottocentesco Cisternone del
Poccianti: villaggio di palazzine. Ultimato. E in centro... Zona
(centralissima) di Corso Mazzini-Borgo Cappuccini: si costruisce al centro
dei vecchi isolati ottocenteschi. Da una parte un palazzo di 5 piani, da
un’altra una stecca di villette a schiera - quindi molto basse -
all’ombra di edifici molto più alti. Possibile? Sì, già fatto.
Complesso ex Confcommercio sempre in corso Mazzini: appartamenti. Complesso
ex Cgil, ancora in corso Mazzini: appartamenti. La Porta a mare Porta a
mare: centinaia di appartamenti nell’ex cantiere Orlando, ancora da
partire. Frazionamenti di case più o meno vecchie in tutta la città:
ormai non si contano più, sono migliaia. Quercianella: si costruiscono
palazzine nella piccola striscia verde tra Aurelia e ferrovia. Altre
palazzine a monte, sulla collina. Livorno non è certo un’eccezione, anzi
di sicuro possiamo affermare che così fan tutti. Basta guardare Rosignano:
la collina vista mare di Chioma è sempre più in cantiere. Gli operatori
dell’edilizia non si lamenteranno per la rigidità dei Comuni: il mattone
rende a tutti, enti locali compresi. Di qualsiasi colore sia la giunta.
Riccardo Pasquinelli

PRECAUT-INFO: 100% PRECARIO

  

www.mob-com.splinder.com

 

In occasione della seconda edizione della Sagra del Precario, il collettivo di autoproduzioni video

mob-com, ha realizzato un documentario sociale indagando sul legame tra precarietà ed immaginario collettivo.

Il documentario dal titolo 100% PRECARIO, rappresenta un tentativo di analisi e di sintesi sui processi di precarizzazione.

Abbiamo cercato di analizzare, attraverso il mezzo intervista, i desideri, le reazioni, i sentimenti, la normalità dei precar*, chiedendoci se:

 

 

Esiste un immaginario precario?

 

I media presentano una versione socialmente definita della realtà, un simulacro della realtà oggettiva che finisce per identificarsi con la normalità e che è suscettibile a confronti con le altre realtà costruite socialmente come la vita quotidiana di un/a precari*.

La realtà socialmente definita dai media prevede la realizzazione di passaggi collettivi, quali la costruzione di una famiglia tradizionale, il possesso di una casa, un lavoro e quindi stabilità.

Il tutto coadiuvato da un meccanismo di ininterrotta produzione di simboli ed informazioni che provvede a controllare ed a incanalare ogni pulsione, pensiero e desiderio umano verso il lavoro.

Vengono così imposti dall'alto stili di vita e  modelli di comportamento, spesso decontestualizzati e di conseguenza riproducibili ma in realtà inaccessibili.

Viene in questo modo rappresentata una normalità irraggiungibile alimentata da un meccanismo di delirante desiderio.

Se quindi, la normalità è irraggiungibile per il precario, il precario stesso si fa anormale.

Il precario non riesce a ribellarsi a questo meccanismo imponendo il suo stile di vita, il suo modello, in quanto ancora non esiste un immaginario condiviso, un modello di comportamento condiviso, degli strumenti di lotta per rivendicare una via d'uscita dall'impasse.

Si può parlare allora di classe precaria?

Sicuramente non nell'accezione classica del concetto, ma in senso rivisitato e determinato da entità immaginarie di tipo trasversale, atomizzate e prive di una presa di coscienza collettiva.

Esistono quindi differenze sostanziali tra ciò che desiderano gli operai, i ricercatori universitari, gli operatori dei call center, gli impiegati?

No, certo è che la mancanza di riferimenti, di momenti di rottura e di conflitto, di una presa di coscienza collettiva, portano necessariamente alla mancanza di una consapevolezza da parte di tutti questi individui di condividere simboli ed informazioni in grado di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità stessa.

Ma c'è una via di scampo.

Si segnalano, sparpagliate in giro, forme interessanti di microresistenza individuale e collettiva.

Si è verificata  la trasformazione della percezione collettiva del concetto stesso di lavoro, che appare, ormai irreversibilmente, cosa diversa dal luogo della dignità che ha portato alla luce la classe operaia. Si sta sviluppando, infedeltà al sistema.

 

Cospirare significa ritrovare, quel tratto irriducibile del desiderio umano e dell'esperienza che non è mai del tutto censurabile, governabile, alienabile, trasmissibile.

Essere infedeli significa immaginare, rivendicare, lottare.

 

 

www.mob-com.splinder.com

PRECAUT-INFO: 2 COSE

-Linkiamo volentieri questo sito, dove potrete trovare il video della May Day Parede 007 a Milano:

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=7472

-Ricordiamo, inoltre, a tutti che stasera alla circoscrizione 2 (sugli Scali Finocchietti, dietro al Comune), ci sarà un assemblea di quartiere per discutere sul progetto di "riqualificazione" di P.zza del Luogo Pio in Venezia. Un progetto che sventrerà il quartiere, crendo numerosi problemi alla vivibilità di questo, e che non apporterà alcun beneficio, in termini di diritto all'abitare, per nessuno; in quanto gli appartamenti che vi saranno costruiti saranno rivenduti a prezzi di mercato, cioè insostenibili per qualsiasi precario/a.

Vi inviatiamo a partecipare numerosi: ORE 21, CIRCOSCRIZIONE 2 

BASTA SPECULAZIONI-DIRITTO ALL' ABITARE X TUTTI/E 

PRECAUT-INFO:

Siamo lieti di comunicare che il collettivo di video-inchiesta livornese "Lavori in Corso", ha terminato di completare la sezione del loro blog relativa alla 2°SAGRA DEL PRECARIO, svoltasi in Fortezza Nuova a Livorno dal 27 Aprile al 1 Maggio scorso.

L'indirizzo è il seguente: http://www.lavorincorso.livorno.it/site/0/Default.asp, potrete trovarci foto, video, articoli su ciò che ha animato questo importante evento politico e culturale cittadino, e che ha visto la partecipazione di numerose persone e ha saputo coinvolgere, nella sua fase organizzativa, tutti i collettivi e gli spazi che compongono l'antagonismo livornese.

 

QUARTIERE LA VENEZIA SOTTO ATTACCO!!


Il giorno Mercoledì 23 Maggio, il progetto di variante al piano urbanistico, denominato “Piazza del Luogo Pio-Refugio” è passata durante la commissione casa del Comune di Livorno.

Nonostante una petizione firmata da centinaia di cittadini, nonostante tutti i dubbi sulla effettiva utilità del progetto, quando si tratta di speculazioni edilizie l’amministrazione comunale non ha dubbi sul da farsi.

La solita cooperativa legata a doppio filo coi DS metterà le mani su un'altra fetta del quartiere. Dopo il palazzo del Paradisino, ecco il progetto di costruire enormi palazzi privati in Piazza del Luogo Pio, e dopo toccherà al Palazzo del Refugio (donato al Comune da una fondazione, con vincolo di uso sociale), pronto per essere svenduto ai soliti noti i cui profitti saranno enormi.

Alla gente del quartiere La Venezia e ai cittadini livornesi cosa rimane?

Assolutamente niente. Cemento su cemento ed un altro immobile pubblico divenuto privato, perdendone la possibilità di utilizzarlo per il diritto all’abitare di centinaia di precari e precarie.

Oggi Mercoledì 30 Maggio, il consiglio Comunale voterà questa modifica al piano regolatore. Ma questo non basterà  certo a farci desistere dalla necessità di salvare il patrimonio pubblico dalla speculazione privata.

BASTA SPECLAZIONI - DIRITTO ALL’ABITARE X TUTTI/E

Collettivo Prec-Aut Livorno

 

 

Rilanciare le Lotte ed i Conflitti


Costruire un Movimento per il Diritto alla Casa e
all’Abitare

Da Nord a Sud, dai piccoli centri fino alle grandi
città, cresce e dilaga una situazione di precarietà
abitativa che attraversa e coinvolge figure sociali
diverse e settori sociali sempre più estesi; una
realtà che, senza paracaduti, sta degenerando in una
situazione di vera e propria emergenza, con il suo
portato di drammi e conflitti.
Non solo gli sfratti continuano ad essere una realtà
quotidiana ( quelli per morosità sono oramai circa il
70%); i prezzi delle case sono, soprattutto nelle
grandi città, oramai alle stelle ( sono cresciuti
negli ultimi anni a dismisura con punte del 120%);
sempre più persone sono costrette a coabitazioni
forzate, a pagare 500/600 euro un posto letto, 300
euro per un cuscino ed in qualche caso per un cartone,
a vivere in alloggi malsani ed in vivibili o in
situazioni di fortuna; sempre più persone non ce la
fanno più ad arrivare alla fine del mese costrette a
subire i ricatti di piccoli e grandi proprietari,
strozzate da mutui ed affitti impossibili. Ovunque
crescono le baraccopoli del 2000, puntualmente
smantellate dalle brillanti operazioni di polizia e
qualche volta di “pulizia etnica e sociale” che oramai
accomunano trasversalmente sindaci di centro destra e
centro sinistra, da Cofferati, alla Moratti, fino al
Sindaco di Roma Veltroni, in una deriva securitaria e
in una folle rincorsa alla repressione preventiva.
La S/vendita del Patrimonio Pubblico e di quello degli
enti previdenziali; la rinuncia a qualsiasi forma di
garanzia pubblica del diritto alla casa attraverso la
cancellazione dei fondi Gescal e di qualsiasi forma di
finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica; la
completa liberalizzazione del mercato degli affitti
con la sciagurata legge 431, accanto alle nuove
stagioni di speculazione edilizia che hanno coinvolto
e stravolto soprattutto le grandi città, hanno messo
all’angolo milioni di persone determinando una
situazione di crisi sociale diffusa e permanente.
A poco servono “misure tampone” di blocco parziale
degli sfratti, come i “Buoni Casa” che oltre a
sperperare risorse pubbliche senza risolvere alla
radice i problemi contribuiscono a far lievitare il
prezzo degli affitti; non regge più, anche di fronte
alle manovre delle grandi holding del mattone e dei
soldi regalati alle cooperative bianche e rosa, la
favola del “tutti proprietari” e con essa l’idea degli
incentivi per l’acquisto.
La recente attenzione, dopo un anno di colpevole
disinteresse, che si sta facendo spazio all’interno
della compagine governativa sulla “questione
abitativa”, è il risultato delle prove di forza
quotidiane dei picchetti antisfratto, delle
occupazioni di immobili abbandonati, delle campagne e
delle mobilitazioni che in maniera diffusa anche se
frammentata i movimenti hanno costruito ed articolato
in maniera caparbia ed incessante.
La rabbia, la volontà di non rassegnarsi, le capacità
di autorganizzazione di tante persone hanno costituito
negli ultimi anni l’unica concreta risposta ad una
situazione insostenibile sotto tutti i punti di vista.

Per queste ragioni, siamo convinti, non sia più
rimandabile la costruzione di uno spazio comune di
confronto e soprattutto di mobilitazione e di lotta
che dal basso ci permetta, con maggiore capacità di
coordinamento ed incisività, di incalzare e mettere
“sotto assedio” un governo ambiguo e sino ad ora
latitante. Non è più possibile accontentarsi di vaghe
promesse o di qualche briciola strappata agli sgravi
fiscali e alle politiche di sostegno alle imprese, di
qualche misura di incentivo all’acquisto, o di una
piccola quota di alloggi da destinare all’affitto
libero e/o concordato; i movimenti per il diritto alla
casa devono avere l’ambizione di imporre su questo
terreno una reale inversione di rotta:

- Bloccare la vendita del patrimonio pubblico e degli
enti previdenziali; recuperare il patrimonio dismesso,
caserme e immobili degli enti in testa, per destinarlo
all’emergenza abitativa evitando ulteriori saccheggi
delle nostre città da parte dei pescecani del cemento.
- Bloccare sfratti e sgomberi garantendo realmente il
passaggio da casa a casa.
- Riaprire una stagione di investimento diretto sul
terreno del diritto alla casa per portare l’offerta di
alloggi popolari, oramai scesa sotto il 4% a livelli
europei ( intorno alla quota del 20%), attraverso la
individuazione di una fonte di finanziamento stabile
dell’Edilizia Residenziale Pubblica a partire dalla
prossima finanziaria.
- Strappare il finanziamento immediato di un piano
nazionale per 1 Milione di Casa Popolari da realizzare
subito.
- Abrogare la legge 431 ed imporre una legge
complessiva che si prefigga di garantire il diritto
alla casa e all’abitare; che renda il libero mercato
un eccezione e non una regola.
- Aprire una battaglia per modificare i criteri di
accesso all’edilizia residenziale pubblica, per
garantire l’ingresso all’interno delle fasce ERP di
tutte le nuove figure del precariato sociale e di
tutti coloro si sono in questi anni impoveriti grazie
alle politiche economiche dei governi che si sono
succeduti alla guida del paese.

Queste sono certamente le priorità ed i punti cardine
sui quali costruire una piattaforma programmatica da
declinare e articolare insieme all’interno di una
nuova stagione di lotta.
Ma c’è molto di più. L’emergenza casa non è che una
delle tante facce della precarietà della vita,
condizione generalizzata che oramai coinvolge e
travolge tutti e tutte noi.
La composizione sociale che oggi si mette in movimento
sul terreno della lotta per la casa è mutata e sta
mutando, e con essa le forme e le pratiche di lotta;
le trasformazioni della struttura del mercato del
lavoro e della società pongono ai movimenti stessi la
necessità di trasformarsi e di generalizzare il
conflitto. La crisi che attraversiamo è il frutto
avvelenato del neoliberismo, di contraddizioni sociali
profonde, è la logica risultante della sovrapposizione
e dell’intreccio fra la legge 431 sulla casa, il
pacchetto Treu e della Legge 40 sul lavoro, la Turco-
Napolitano e la Bossi – Fini sull’immigrazione.
Per questo non si può non riempire la battaglia sulla
casa di significati ed ambizioni più ampie.
Per questo, oggi, lottare per la casa non è
semplicemente “necessità” di organizzarsi a partire da
un bisogno negato, è tentativo di agitazione per
liberarsi dalla morsa che stringe le nostre vite; è
ricerca di spazi e tempi negati; è ribellione ad una
condizione di precarietà e sudditanza generalizzata al
mercato.
Oggi più che mai la lotta per la casa è lotta per
affermare il diritto all’abitare, per la qualità della
vita nelle nostre città e nei nostri quartieri; è
battaglia contro l’inquinamento elettromagnetico,
contro la logica delle discariche e gli inceneritori,
per i servizi; oggi più che mai lottare per la casa,
occupare, vuol dire reclamare tariffe sociali ( luce ,
acqua, gas, telefono, internet, trasporti), vuol dire
riprendersi parte di quel diritto allo studio negato
dalle controriforme della scuola e dell’università;
vuol dire costruire dal basso processi di scambio e
contaminazione interculturale; vuol dire muoversi
verso un reddito garantito a tutti e tutte praticando
percorsi di riappropriazione.
Sottrarci al ricatto dell’affitto, alle logiche dei
sacrifici, alla competizione di tutti contro tutti,
liberare spazi e tempi di vita per re-immetterli nel
circuito della cooperazione sociale e della
solidarietà; mettere in comunicazione soggetti
diversi, tessere reti sociali alternative, ricostruire
le dimensioni di un agire collettivo indispensabile ad
alimentare conflitti, autonomia dei movimenti,
percorsi di trasformazione radicale dell’esistente.
Non c’è più spazio per stare con una scarpa dentro
questi governi e con l’altre nelle piazze.

Ci vuole una Casa per cambiare il Mondo

Domenica 27 Maggio 2007 ore 10:00 - Firenze
Assemblea Nazionale
delle realtà e dei Movimenti di Lotta per la Casa

L’Assemblea si terrà a presso l’Ospedale Occupato
Luzzi
10 Km da Firenze sulla via Bolognese all’altezza di
Pratolino

Promuovo le realtà che hanno partecipato al tavolo di
discusione sulla casa della festa del precariato
sociale di Livorno:

Movimento di Lotta per la Casa - Firenze
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa - Roma
Prec-Aut -Livorno
Movimento Autorganizzato Occupanti - Bologna
Comitato AntiSfratto / Centro Sociale ex Carcere -
Palermo

Info: 055-2001814
www.abitare.noblogs.org

il Tirreno e la sagra del precario - malainformazione e malafede

Tirreno vergogna
Se avete letto il Tirreno di oggi non preoccupatevi, noi andiamo avanti
con il programma :) www.sagradelprecario.splinder.com

Ormai la cattiva informazione dilaga, di seguito l'articolo di oggi e la
nostra risposta che sarà portata alla redazione del giornale.
 
 
 (Continua)

Tra poco il programma definitivo della sagra del precario

tra poco verrà pubblicato il programma definitivo della seconda edizione della " sagra del precario"

5 giorni di concerti, dibattiti,worshop e manifestazioni.

 

per tutte le info andate su  www.sagradelprecario.splinder.com 

 

Il primo maggio ci sarà la

cospiracy parade

corteo cittadino contro la precarietà

ore 18 Piazza del municipio 

Livorno 

Emergenza sfratti

Sfratti: ormai 4 su 5 sono per morosità

La denuncia del sindacato proprietari.
«Mercato impazzito serve un controllo»



GABRIELE DINI

LIVORNO. Il problema casa sta sempre più diventando un’emergenza.
L’impennata dei prezzi degli affitti esclude molte famiglie con redditi da
25.000 euro dal mercato. E allo stesso tempo anche chi raggiunge i 45.000 euro
annui può permettersi un mutuo a lunga scadenza. Il risultato? Ormai 4 sfratti
su 5 vengono eseguiti per morosità, cioè mancato pagamento dell’affitto. E
chi resta senza casa si mette in cerca di alloggi popolari o a prezzo
calmierato: che comunque non sono abbastanza. La denuncia viene dall’Asppi
livornese che, come ogni anno, ha analizzato le dinamiche del mercato
immobiliare fotografando cosa accade in tutta la provincia.
Secondo il sindacato dei piccoli e medi proprietari - che ieri ha avuto un
incontro in Comune con l’assessore al Sociale Alfio Baldi, per parlare
dell’istituzione di una Authority per il controllo del problema casa - a
trovarsi in forte difficoltà sarebbe circa il 20% delle famiglie livornesi
costrette a vivere in case in affitto. «Per un monolocale - spiega il
presidente comprensoriale Asppi per Pisa e Livorno Sirio Grassi - ormai si
pagano tra i 600 e i 700 euro. Una cifra difficile da mettere in campo per chi
non ha un reddito alto». Secondo il rapporto dei proprietari di case gli
affitti sarebbero saliti in media del 150% negli ultimi 5 anni. Un aumento che
avrebbe enormi effetti distorsivi sul mercato. E come risultato porterebbe a un
ricorso sempre più frequente agli sfratti per morosità. «Secondo le nostre
ricerche - spiega Grassi - nel 2004 su 5 sfratti solo uno veniva fatto per
morosità. Adesso siamo a 4 su 5. E di questo passo la situazione
peggiorerà». Per il 2007 sono previste altre 45 promozioni di sfratti (cioè
notifiche della decisione) dovute a morosità.
L’inchiesta Asppi mette in evidenza anche un’altra tendenza che complica
ulteriormente la situazione. «Per comprare una casa - illustra il presidente
del sindacato - prima servivano circa 6 anni di reddito. Ora per una famiglia
media ne servono il doppio, cioè 12». Un tale livello di indebitamento
prolungato fa sì che anche famiglie con redditi da 45.000 euro annui, i vecchi
90 milioni di lire, si trovino in difficoltà ad acquistare una casa propria. E
che quindi si rivolgano anch’esse al mercato degli affitti saturandolo
completamente. Mentre le famiglie a reddito più basso non possono far altro
che affidarsi ad affitti calmierati, case popolari. «Ma la stessa Casalp -
commenta ancora Grassi - afferma di non avere più risorse per investire in
nuove abitazioni». Per Grassi serve assolutamente un intervento deciso. 8C’è
bisogno - afferma - di un patto sociale che metta insieme costruttori,
proprietari e inquilini. Ma anche le istituzioni e la politica. Bisogna mettere
in campo una pianificazione urbanistica mirata che vada a cogliere le esigenze
del mercato e delle famiglie meno abbienti». Per questo dal sindacato dei
proprietari è arrivata la richiesta dell’istituzione di una Authority in cui
trovino posto tutti i soggetti interessati, compreso il Comune e la Prefettura.
«La nostra proposta - afferma Grassi - ha suscitato molto interesse». Intanto,
come era già emerso nei giorni scorsi (e come è stato ribadito nell’incontro
di ieri), cresce sempre più il ricorso agli affitti a prezzo concordato. «Con
questa formula - ha ribadito Grassi - gli inquilini ottengono case e
appartamenti a prezzi inferiori a quelli di mercato». Chiesto anche un
intervento per sbloccare la situazione delle case sfitte, che adesso, per
l’Asppi, rappresentano il 3% di quelle disponibili.

la solidarietà e la lotta pagano sempre

Ringraziamo tutti e tutte per aver partecipato al presidio di questa
mattina, tutti gli inquilini e gli abitanti del quartiere che sono stati
solidali.
Abbiamo dato una dimostrazione forte della nostra capacità di
mobilitazione e del consenso che abbiamo intorno di fronte al primo
tentativo da parte del comune di sgomberare le tre famiglie occupanti.
E' evidente che al momento non c'è la volontà politica di procedere ad uno
sgombero coatto ma la nostra presenza stamattina davanti al palazzo del
Refugio ha lanciato un segnale chiaro: non sarà facile in qualsiasi momento
sgomberare gli alloggi occupati ne tantomeno gestire la situazione in modo
silenzioso e non trasparente. Il primo obiettivo pratico lo abbiamo> ottenuto:
stamani nessun funzionario comunale ha identificato nessuno e non
si è proceduto a nessun sopralluogo. Adesso è il momento di chiedere con
forza che alle famiglie interessate vengano date delle garanzie immediate
allo stesso tempo far partire una campagna che porti al blocco della
vendita di questo stupendo immobile, regalato al Comune e lasciato in uno
stato di degrado indecente.
Ribadiamo linoltre la nostra contrarietà alla creazione di ghetti
cittadini dove spostare le persone, le famiglie, i lavoratori per fare
spazio a nuove speculazioni e a quartieri vetrina in centro.
La politica abitativa del comune deve essere profondamente cambiata:
non vogliamo più vedere persone costrette a vivere per strada, famiglie
che non riescono a pagare più l'affitto e si ritrovano a cascare nel vicolo
cieco della morosità, centinaia di lavoratori precari che non possono
neanche pensare di poter prendere una casa in affitto.
Solo con la solidarietà e la lotta collettiva si possono ottenere i
diritti che tutti giorni vengono calpestati.

precari autorganizzati

Mobilitazione Urgente

Ricordiamo a tutti di partecipare al presidio permanente che si svolgerà Martedì mattina alle ore 10 davanti al palazzo del Refugio in venezia (scali del Refugio n°10)
 (Continua)

Martedì sgombero delle case occupate!!!

Martedì mattina alle 10 il comune provvederà allo sgombero di alcuni appartamenti all’interno del palazzo del Refugio(al n°10) in Venezia.

 (Continua)