Venerdì ore 16:30 in consiglio comunale

In questi giorni l'amministrazione cercherà di approvare con un consiglio comunale "fiume"la variante al piano urbanistico per il progetto nuovo centro.

Invitiamo tutti i singoli, le associazioni, e i gruppi politici ad essere presenti in consiglio venerdì per far sentire anche la nostra voce.

Ore 16:30 tutti in consiglio comunale 

 

Lunedì 29 Tutti in consiglio comunale

Domani , Lunedì 29 ottobre , in consiglio comunale si discuterà del progetto nuovo centro.

Come al solito l'amministrazione comunale quando si tratta di approvare grandi progetti che cambieranno il volto della nostra città, si guarda bene di informare correttamente i cittadini e di renderli partecipi delle decisioni.

In questo caso il futuro Nuovo centro è frutto di un contenzioso durati anni con il gruppo Fremura, un contenzioso che non è mai stato voluto chiudere prima e che adesso  permette di "regalare" una fetta della città al solito privato.

Un'altra volta paghiamo le scelte sbagliate di un gruppo dirigente che governa questa città da ormai troppo tempo.

Domani tutti in consiglio comunale alle 17 per essere presenti alla discussione. 

PRECAUT-INFO: CITY OF GODS, NON C'E' Il DUE SENZA IL TRE

Altro giro, altro City of gods. In pochi mesi siamo arrivati al
numero tre. Il primo numero della free & free press precaria City of
gods ha visto la luce alla fine del dicembre dello scorso anno, il
terzo esce ai primi di luglio del 2007. Questa volta con edizioni
locali su Monza e Livorno e un intervento dei ricercatori precari di
Roma. In più, uno speciale straordinario: ospitiamo in esclusiva due
pagine del quotidiano Il Manifesto, dove si raccontano senza peli
sulla lingua i retroscena della infelice vicenda che ha coinvolto lo
storico giornale della sinistra il primo di maggio, in occasione
della May Day (da non perdere!).
Lo avevamo promesso, non intendiamo fermarci. Abbiamo una piccola
storia dietro alle spalle, pensiamo di avere un grande futuro davanti
a noi. Senza nulla togliere ai suoni mitici del passato, vogliamo
affermare il diritto a suonare un'altra musica. Ci siamo presi uno
spazio, abbiamo composto un sound diverso, rotto il silenzio, preso
parola: ecco il cuore del progetto a cui si è dato vita. Abituati
come siamo a muoverci sui terreni impervi della precarietà che
attraversa le nostre esistenze, la complessità della sfida non ci
spaventa, anzi. Questo terzo numero dimostra la straordinaria
vitalità di cui siamo capaci. Continuate a seguire City of gods: vi
stupirà con le sue straordinarie avventure.

Continua su IP
[ http://intelligence.precaria.org ]

Leggi City of Gods in versione digitale
[http://city.precaria.org ]



Solo il mattone non conosce crisi

 Sempre più cantieri, mentre porto e
industria ristagnano. Ma è tutto oro? Regole rispettate, ma ormai viene
autorizzato tutto o quasi. Senza valutare il discutibile impatto sul
territorio di alcune costruzioni LIVORNO. Domande, delibere, varianti,
permessi, bolli e timbri: tutto a posto. E vai col mattone. L’edilizia
sembra davvero essere l’unica fabbrica che lavora a pieno ritmo in una
situazione economica e produttiva di stallo. Ma in tutto questo fervore nel
costruire, c’è anche anche un rovescio della medaglia. Il caso Talamone
- dopo quelli di Monticchiello, Castiglione della Pescaia e Montescudaio,
dopo le serre trasformate in case, i villaggi vacanze stile lager sulla
costa e così via - ha riacceso infatti l’attenzione sul boom
dell’edilizia autorizzata ma discutibile per l’impatto che ha sul
territorio. Palazzo di vetro (ex) Ormai i Comuni autorizzano tutto. O
quasi. Volete qualche esempio? Vediamo cosa è successo a Livorno negli
ultimi anni. Il palazzo di vetro ex uffici finanziari dello Stato venduto
con la cartolarizzazione a una multinazionale: è in corso la
trasformazione in condominio con decine di appartamenti (il vetro ha già
lasciato il posto ai mattoni). Lo Stato intanto paga l’affitto per la
nuova sede in periferia, con problemi di ogni tipo. Nel frattempo
l’antico palazzo che ospitava il catasto è abbandonato da anni sul
lungomare. Hotel e cinema chiusi Tre alberghi chiusi in centro e sulla
passeggiata litoranea (Astoria, Excelsior e Belmare): tre condomini. Tre
cinema chiusi. L’ex Metropolitan dovrebbe diventare galleria commerciale,
l’Odeon (che Spil ha acquistato per oltre 6 milioni di euro) un
parcheggio con negozi, la Gran Guardia galleria commerciale con piccola
sala cinema. Tutti e tre sono in attesa degli interventi. Cemento sulla
piazza Ex istituto religioso nello storico quartiere Venezia:
maxicondominio. Grande piazza al centro dello stesso rione Venezia: un
progetto del Comune la destina a ospitare un paio di palazzi per abitazione
alti 5 piani. Perplessità generali, proteste degli abitanti della zona.
Piano bloccato per un anno. Ora, dopo qualche modifica, il consiglio ha
dato l’ok al progetto. Ex fabbrica della birra Peroni: maxicondominio con
negozi. Zona ai piedi di Montenero e su (sempre più su) verso la collina:
da quasi vent’anni si continuano a costruire villette a schiera. Zona
periferia sud-est (Salviano): nuovo insediamento di centinaia di villette a
schiera, forse 600. Senza dimenticare via degli Etruschi: un agglomerato di
alloggi. Ex Corallo e Porta a terra Ex deposito Coca Cola in zona stazione
alle spalle delle antiche Acque della salute (abbandonate da circa 60
anni): sei condomini alti 3-4-5 piani, l’ultimo della fila a pochi metri
dalla ferrovia. I treni passeranno sotto le terrazze. Ok del Comune a
maggioranza poche settimane fa. E la ristrutturazione delle monumentali
Terme sarà a carico del Comune. Zona dello svincolo per il centro
commerciale Porta a terra: si è appena finito di costruire un complesso
abitativo di decine di appartamenti a un passo dalla strada: da un lato il
centro commerciale, dall’altro la zona industriale con
l’inceneritore... Zona retrostante l’ottocentesco Cisternone del
Poccianti: villaggio di palazzine. Ultimato. E in centro... Zona
(centralissima) di Corso Mazzini-Borgo Cappuccini: si costruisce al centro
dei vecchi isolati ottocenteschi. Da una parte un palazzo di 5 piani, da
un’altra una stecca di villette a schiera - quindi molto basse -
all’ombra di edifici molto più alti. Possibile? Sì, già fatto.
Complesso ex Confcommercio sempre in corso Mazzini: appartamenti. Complesso
ex Cgil, ancora in corso Mazzini: appartamenti. La Porta a mare Porta a
mare: centinaia di appartamenti nell’ex cantiere Orlando, ancora da
partire. Frazionamenti di case più o meno vecchie in tutta la città:
ormai non si contano più, sono migliaia. Quercianella: si costruiscono
palazzine nella piccola striscia verde tra Aurelia e ferrovia. Altre
palazzine a monte, sulla collina. Livorno non è certo un’eccezione, anzi
di sicuro possiamo affermare che così fan tutti. Basta guardare Rosignano:
la collina vista mare di Chioma è sempre più in cantiere. Gli operatori
dell’edilizia non si lamenteranno per la rigidità dei Comuni: il mattone
rende a tutti, enti locali compresi. Di qualsiasi colore sia la giunta.
Riccardo Pasquinelli

Tra poco il programma definitivo della sagra del precario

tra poco verrà pubblicato il programma definitivo della seconda edizione della " sagra del precario"

5 giorni di concerti, dibattiti,worshop e manifestazioni.

 

per tutte le info andate su  www.sagradelprecario.splinder.com 

 

Il primo maggio ci sarà la

cospiracy parade

corteo cittadino contro la precarietà

ore 18 Piazza del municipio 

Livorno 

Emergenza sfratti

Sfratti: ormai 4 su 5 sono per morosità

La denuncia del sindacato proprietari.
«Mercato impazzito serve un controllo»



GABRIELE DINI

LIVORNO. Il problema casa sta sempre più diventando un’emergenza.
L’impennata dei prezzi degli affitti esclude molte famiglie con redditi da
25.000 euro dal mercato. E allo stesso tempo anche chi raggiunge i 45.000 euro
annui può permettersi un mutuo a lunga scadenza. Il risultato? Ormai 4 sfratti
su 5 vengono eseguiti per morosità, cioè mancato pagamento dell’affitto. E
chi resta senza casa si mette in cerca di alloggi popolari o a prezzo
calmierato: che comunque non sono abbastanza. La denuncia viene dall’Asppi
livornese che, come ogni anno, ha analizzato le dinamiche del mercato
immobiliare fotografando cosa accade in tutta la provincia.
Secondo il sindacato dei piccoli e medi proprietari - che ieri ha avuto un
incontro in Comune con l’assessore al Sociale Alfio Baldi, per parlare
dell’istituzione di una Authority per il controllo del problema casa - a
trovarsi in forte difficoltà sarebbe circa il 20% delle famiglie livornesi
costrette a vivere in case in affitto. «Per un monolocale - spiega il
presidente comprensoriale Asppi per Pisa e Livorno Sirio Grassi - ormai si
pagano tra i 600 e i 700 euro. Una cifra difficile da mettere in campo per chi
non ha un reddito alto». Secondo il rapporto dei proprietari di case gli
affitti sarebbero saliti in media del 150% negli ultimi 5 anni. Un aumento che
avrebbe enormi effetti distorsivi sul mercato. E come risultato porterebbe a un
ricorso sempre più frequente agli sfratti per morosità. «Secondo le nostre
ricerche - spiega Grassi - nel 2004 su 5 sfratti solo uno veniva fatto per
morosità. Adesso siamo a 4 su 5. E di questo passo la situazione
peggiorerà». Per il 2007 sono previste altre 45 promozioni di sfratti (cioè
notifiche della decisione) dovute a morosità.
L’inchiesta Asppi mette in evidenza anche un’altra tendenza che complica
ulteriormente la situazione. «Per comprare una casa - illustra il presidente
del sindacato - prima servivano circa 6 anni di reddito. Ora per una famiglia
media ne servono il doppio, cioè 12». Un tale livello di indebitamento
prolungato fa sì che anche famiglie con redditi da 45.000 euro annui, i vecchi
90 milioni di lire, si trovino in difficoltà ad acquistare una casa propria. E
che quindi si rivolgano anch’esse al mercato degli affitti saturandolo
completamente. Mentre le famiglie a reddito più basso non possono far altro
che affidarsi ad affitti calmierati, case popolari. «Ma la stessa Casalp -
commenta ancora Grassi - afferma di non avere più risorse per investire in
nuove abitazioni». Per Grassi serve assolutamente un intervento deciso. 8C’è
bisogno - afferma - di un patto sociale che metta insieme costruttori,
proprietari e inquilini. Ma anche le istituzioni e la politica. Bisogna mettere
in campo una pianificazione urbanistica mirata che vada a cogliere le esigenze
del mercato e delle famiglie meno abbienti». Per questo dal sindacato dei
proprietari è arrivata la richiesta dell’istituzione di una Authority in cui
trovino posto tutti i soggetti interessati, compreso il Comune e la Prefettura.
«La nostra proposta - afferma Grassi - ha suscitato molto interesse». Intanto,
come era già emerso nei giorni scorsi (e come è stato ribadito nell’incontro
di ieri), cresce sempre più il ricorso agli affitti a prezzo concordato. «Con
questa formula - ha ribadito Grassi - gli inquilini ottengono case e
appartamenti a prezzi inferiori a quelli di mercato». Chiesto anche un
intervento per sbloccare la situazione delle case sfitte, che adesso, per
l’Asppi, rappresentano il 3% di quelle disponibili.

la solidarietà e la lotta pagano sempre

Ringraziamo tutti e tutte per aver partecipato al presidio di questa
mattina, tutti gli inquilini e gli abitanti del quartiere che sono stati
solidali.
Abbiamo dato una dimostrazione forte della nostra capacità di
mobilitazione e del consenso che abbiamo intorno di fronte al primo
tentativo da parte del comune di sgomberare le tre famiglie occupanti.
E' evidente che al momento non c'è la volontà politica di procedere ad uno
sgombero coatto ma la nostra presenza stamattina davanti al palazzo del
Refugio ha lanciato un segnale chiaro: non sarà facile in qualsiasi momento
sgomberare gli alloggi occupati ne tantomeno gestire la situazione in modo
silenzioso e non trasparente. Il primo obiettivo pratico lo abbiamo> ottenuto:
stamani nessun funzionario comunale ha identificato nessuno e non
si è proceduto a nessun sopralluogo. Adesso è il momento di chiedere con
forza che alle famiglie interessate vengano date delle garanzie immediate
allo stesso tempo far partire una campagna che porti al blocco della
vendita di questo stupendo immobile, regalato al Comune e lasciato in uno
stato di degrado indecente.
Ribadiamo linoltre la nostra contrarietà alla creazione di ghetti
cittadini dove spostare le persone, le famiglie, i lavoratori per fare
spazio a nuove speculazioni e a quartieri vetrina in centro.
La politica abitativa del comune deve essere profondamente cambiata:
non vogliamo più vedere persone costrette a vivere per strada, famiglie
che non riescono a pagare più l'affitto e si ritrovano a cascare nel vicolo
cieco della morosità, centinaia di lavoratori precari che non possono
neanche pensare di poter prendere una casa in affitto.
Solo con la solidarietà e la lotta collettiva si possono ottenere i
diritti che tutti giorni vengono calpestati.

precari autorganizzati

Mobilitazione Urgente

Ricordiamo a tutti di partecipare al presidio permanente che si svolgerà Martedì mattina alle ore 10 davanti al palazzo del Refugio in venezia (scali del Refugio n°10)
 (Continua)

Martedì sgombero delle case occupate!!!

Martedì mattina alle 10 il comune provvederà allo sgombero di alcuni appartamenti all’interno del palazzo del Refugio(al n°10) in Venezia.

 (Continua)

Incontro in circoscrizione

Lunedì 15 alle ore 17 abbiamo ottenuto un incontro con il presidente della circoscrizione 4 sulla questione Padula

chi volesse partcipare può presentarsi direttamente li

Ribadiamo la nostra posizione sulla questione:

 

no all'abbattimento dei blocchi di case popolari

si alla sistemazione degli ultimo inquilini rimasti e alla ristrutturazione degli immobili che DEVONO rimanere pubblici  

resoconto mobilitazione davanti ai blocchi di case in via della padula

Giovedì invece abbiamo organizzato un presidio davanti ai blocchi di case popolari in via della Padula.
Abbiamo avuto alcune discussioni con i pochi abitanti rimasti che giustamente protestavano per la loro condizione di estremo disagio abitativo.
La padula e' un blocco di case ERP che ospitavano 70 famligle.
L'amministrazione e' accusata dagli abitanti di non aver svolto nessun lavoro di manuntenzione degli alloggi abbandonandoli a se stessi
fino ad arrivare appunto ad oggi dove si vuole demolire il tutto e trasferire gli abitanti in altre case (adducendo motivi di fatiscenza).
Per permettere questa operazione gli amministrazione hanno promesso che le case sarebbero state ricostruite da un'altra parte (ricordo che le case ERP sono patrimonio di tutti costruite con i soldi dei lavoratori).

Il primo progetto prevedeva la loro costruzione a salviano 2, ma tra operazioni non chiare e ammanchi di denaro, favori e processi, la ditta costruttrice disse che non aveva nessuna intenzione di costruire quegli appartamenti.
Allora il progetto si sposto' a Nuovocentro , un altro programma di costruzione e riqualificazione di cui non esiste ancora un vero e proprio progetto.
Un particolare importante da aggiungere: l'area dove sono edificate le case e' a cavallo della porta a terra, siamo venuti a conoscenza di molte mire speculative private per quel terreno, si parla di costruirci ristoranti e servizi.

Noi chiediamo che le case non vengano assolutamente demolite
che vangano ristrutturate e mantenute pubbliche
Che, oltre agli inquilini che abbiano interesse a rimanere, le
case libere vengano consegnate a chi ha problemi di emergenza abitativa.


articolo apparso sul tirreno di Venerdì 9 Febbraio:

Case murate e degrado, protesta alla Padula

I precari: no alla demolizione. La circoscrizione: è l'unica via d'uscita





  (Continua)

resoconto mobilitazione per il diritto alla casa al LEM

Si e' conclusa bene la due giorni di mobilitazione per il diritto alla casa

Mercoledì il Collettivo e' andato a contestare  il convegno nazionale Organizzato al LEM da Casalp sulla Casa

Siamo entrati nella sala srotolando uno striscione con su scritto BASTA SPECULAZIONI; NO ALL'AFFITTO CONCORDATO; PIù CASE POPOLARI!!

Non appena abbiamo provato a leggere il comunicato col megafono e' intervenuta la digos aiutata (come sempre) dal servizio d'ordine della cgil tentando di strappare lo striscione , ne e' nato un piccolo parapiglia concluso fuori.

A seguito abbiamo letto il nostro comunicato dal palco:

                                Basta speculazioni!
                             No all'affitto concordato
                                Più case popolari

 

 (Continua)

Giovedì 8 febbraio presidio alla padula ore 12

Giovedì 8 ore 12 presidio davanti alla padula
per chiedere la riapertura immediata degli appartamenti da destinare all'emergenza abitativa


 (Continua)

Telegate: diamo a Cesare quel che è di Cesare

Telegate: diamo a Cesare quel che è di Cesare

Il successo ottenuto con le oltre 400 assunzioni al call center Telegate ha dato inizio ad una girandola di accaparramenti di meriti che non hanno niente a che fare con la realtà dei fatti. I meriti reali vanno a coloro che hanno creato le circostanze, già rese positive dalla circolare Damiano, che hanno permesso ai sindacati di andare a battere un rigore a porta vuota alle trattative con l'azienda. In primis i meriti vanno ai lavoratori che autonomamente hanno mobilitato i colleghi all'interno dell'azienda riuscendo a raccogliere quasi 300 firme ed in seconda battuta la ex lavoratrice che, insieme all'avvocato Guercio, ha ottenuto dal Tribunale del Lavoro una sentenza pilota che ha spianato la strada a tutti.
La cosa che ci sorprende è sentire Kutufà che si vanta di aver zittito i critici. Proprio lui che aveva firmato una convenzione che prevedeva 3 anni di "start-up" in cui l'azienda avrebbe potuto continuare ad avere il 90% di lavoratori a progetto.

Confederazione Cobas
Precari Autorganizzati

20/1/07 - Successo Telegate

SUCCESSO TELEGATE

Da Febbraio l'azienda proporrà l'assunzione a tutti i lavoratori attualmente in forze a Telegate. In 4 step da 25% di lavoratori, raggiungeremo al 31 Dicembre 2007 l'80% di contratti a tempo indeterminato e il 20% di contratti a tempo determinato a 24 mesi.
Tali contratti a tempo determinato verranno di norma trasformati a tempo INDETERMINATO alla scadenza dei 24 mesi. (Continua)